In ciascuna delle sue parti la pianta contiene sostanze attive utili, ma, in ogni caso, la raccolta deve essere fatta seguendo precise norme, perché il contenuto in principi attivi è diverso in relazione al periodo dell’ anno, all’ora del giorno e all’ andamento del tempo.
Gli organi sotterranei (radici, tuberi, rizomi) si raccolgono fuori dal periodo di massima vegetazione. È proprio in questo periodo, infatti, sono meno ricchi di acqua e quindi contengono una maggiore quantità di principi attivi.
Le cortecce: si raccolgono in primavera, cioè nel periodo in cui la linfa sale, comunque vanno raccolte sempre prima della fioritura della pianta.
Il legno: si raccoglie in autunno-inverno.
Le foglie: si raccolgono prima della fioritura, soprattutto nel caso delle piante erbacee.
I fiori: si raccolgono non ancora sbocciati o man mano che sbocciano ( es. malva, camomilla). Le sommità fiorite più frequentemente utilizzate sono quelle delle piante aromatiche (es. menta, rosmarino, lavanda, maggiorana e assenzio).
I frutti secchi o i semi: si raccolgono a completa maturità, ma prima che si stacchino spontaneamente dalla pianta (es. anice, finocchio, carvi).